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Perché l'intelligenza artificiale non può sostituire il traduttore ufficiale

Gli strumenti di traduzione automatica sono utili nell'uso quotidiano. Per i documenti con valore legale la responsabilità, il giuramento e la catena di autenticazione restano affidati a una persona.

Rete di connessioni digitali, perché l'intelligenza artificiale non sostituisce il traduttore ufficiale

Un contratto, un atto giudiziario, un certificato con valore ufficiale, i documenti per una domanda di visto o di cittadinanza: in tutti questi casi non è richiesta una traduzione qualsiasi, ma una traduzione ufficiale, certificata o giurata. Gli strumenti di intelligenza artificiale, pur utili per comprendere un testo o per le comunicazioni correnti, non soddisfano i requisiti che la legge e le autorità impongono ai documenti legali e ufficiali. Le ragioni sono di natura giuridica prima ancora che linguistica.

La traduzione ufficiale è un atto, non un testo

Ciò che rende valida una traduzione dinanzi a un'autorità non è soltanto la correttezza delle parole, ma l'assunzione di responsabilità da parte di chi la sottoscrive. Il traduttore ufficiale risponde personalmente, anche penalmente, della fedeltà della traduzione. Un sistema automatico non presta giuramento, non firma, non è iscritto ad alcun albo e non può essere identificato da un funzionario: l'atto che ne risulta non ha alcun valore legale.

Le quattro forme della traduzione ufficiale

Traduzione certificata. È eseguita da un traduttore professionista che allega una dichiarazione di conformità firmata, con i propri dati e la propria qualifica. È la forma richiesta da molte autorità straniere, fra cui quelle del Regno Unito, e presuppone un traduttore qualificato e riconoscibile, non un programma.

Traduzione giurata o asseverata. Il traduttore presta giuramento dinanzi al funzionario del Tribunale, che redige il verbale e attribuisce alla traduzione la stessa efficacia del documento originale. È la forma richiesta per procedimenti giudiziari, pratiche di cittadinanza, atti dello stato civile, titoli di studio e per la circolazione con patente estera. Presso il Tribunale di Roma il giuramento è reso da traduttori iscritti all'Albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio e registrati sul portale del Ministero della Giustizia.

Traduzione con Apostille dell'Aja. Per i documenti destinati ai Paesi firmatari della Convenzione dell'Aja del 1961 sull'abolizione della legalizzazione, la firma del funzionario che ha ricevuto il giuramento viene certificata con l'Apostille dalla Procura della Repubblica. È una catena di autenticazioni fra uffici pubblici che un sistema automatico non può né avviare né completare.

Traduzione legalizzata. Quando l'Apostille non è sufficiente, perché il Paese di destinazione non aderisce alla Convenzione, la traduzione viene legalizzata dalle autorità italiane e successivamente dal consolato del Paese ricevente. La doppia autenticazione richiede la conoscenza delle regole di ciascun ordinamento e dei rapporti fra le autorità coinvolte.

Dove la traduzione automatica non arriva

Cinque questioni che la traduzione automatica non risolve

1. Precisione terminologica tra ordinamenti diversi. Istituti come Equity o Tort hanno, nel diritto inglese, un significato specifico che le rese letterali "equità" e "torto" non restituiscono: Tort corrisponde, con le dovute distinzioni, all'illecito civile e alla responsabilità extracontrattuale dell'ordinamento italiano. La scelta richiede la conoscenza comparata dei due sistemi, non la parola statisticamente più frequente.

2. Contesto e tradizione giuridica. Un testo legale è radicato nella storia e nella cultura dell'ordinamento che lo ha prodotto. La doctrine of precedent dei sistemi di common law, il "diritto di superficie" del diritto civile italiano, l'espressione acte clair del diritto dell'Unione europea: ciascuno di questi riferimenti può essere tradotto alla lettera e perdere, nella lettera, il suo significato giuridico.

3. Riferimenti culturali e religiosi. In alcuni ordinamenti principi religiosi e giuridici sono intrecciati: il mahr dei contratti matrimoniali islamici, o il principio tedesco di Treu und Glauben, che va oltre la generica buona fede e ha applicazioni proprie nel diritto contrattuale tedesco. La resa corretta presuppone la conoscenza del sistema di partenza e di quello di arrivo.

4. Riservatezza ed etica professionale. I sistemi automatici in rete elaborano e conservano i testi che ricevono. Atti giudiziari, contratti, certificati sanitari e patrimoniali contengono dati che il traduttore ufficiale è tenuto a proteggere; il loro inserimento in servizi esterni comporta un trasferimento a terzi non compatibile con quell'obbligo.

5. Responsabilità e affidabilità. Il margine di errore nella traduzione legale è minimo e le conseguenze di un'imprecisione possono essere rilevanti. Per questo la professione legale mantiene, a ragione, criteri rigorosi: la traduzione destinata a un uso ufficiale deve essere verificata integralmente e sottoscritta da chi ne risponde.

Il ruolo appropriato della tecnologia

La tecnologia ha un posto legittimo nel lavoro del traduttore professionista: banche dati terminologiche, memorie di traduzione, strumenti di controllo della coerenza. Ciò che non può essere delegato è l'atto finale, cioè la verifica integrale del testo e l'assunzione di responsabilità con la firma e il giuramento. Per questo le associazioni professionali europee e internazionali raccomandano che le traduzioni destinate a un uso ufficiale siano sempre eseguite e sottoscritte da professionisti qualificati, accompagnate, ove richiesto, da certificazione o verbale.

In sintesi

Per un documento che deve essere accettato da un'autorità italiana o straniera, la traduzione automatica non è un'alternativa: occorre un traduttore ufficiale, iscritto all'albo, che certifichi o giuri la traduzione e, se necessario, ne curi l'Apostille dell'Aja o la legalizzazione. Il primo contatto con la segreteria serve a stabilire quale di queste forme occorre nel caso concreto.

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